"San Frediano mi ha insegnato a vivere l’Università, non a subirla, fare esami e basta."

Vanessa e Lyse-Theresia

Vanessa ha 26 anni. È arrivata a Pisa dalla Basilicata nel 2016 per iniziare l’Università. «Cantavo sempre. Così la mia coinquilina mi ha proposto di partecipare al coro della cappella universitaria e sono arrivata a San Frediano».

Le prove ogni venerdì e poi i concerti, le gite, «la gioia di condividere tanti momenti di festa, ma anche quelli difficili di ciascuno, creare relazioni importanti che l’università difficilmente permette di generare». «Ho seguito il corso di laurea triennale in Informazione scientifica sul farmaco – spiega Vanessa – Ma anche i muri del mio paese sapevano che volevo fare il medico. Non ero riuscita a superare il test perché dovevo lavorare per potermi mantenere.

Dopo la laurea ho seguito un master e mi sono regalata un tempo di discernimento. Volevo tanto riprovare a entrare a Medicina, ma avevo tante paure. Altri 6 anni di studio: sarei riuscita e poi come mantenermi? È stato p. Giuseppe Trotta, il nostro parroco, ad aiutarmi a prendere una decisione, dandomi la serenità di costruire il sogno togliendomi le paure, offrendomi un piccolo lavoro. Così ho iniziato a occuparmi della cucina dei due padri gesuiti della comunità. Mi hanno spiazzato. Siamo abituati nella società al do ut des. È inusuale ricevere aiuto senza dover contraccambiare. Così ho trovato la forza di provare di nuovo il test di accesso alla facoltà. L’ho superato e ora sono al secondo anno di studi.

Ho la presenza obbligatoria alle lezioni e poi devo rimettermi sui libri per studiare. Per occuparmi della cucina dei pasti ho la massima flessibilità. Utilizzo le prime ore del pomeriggio, quando faccio più fatica a concentrarmi. Apro il frigorifero e in base a quel che trovo cucino. Mi piace preparare in particolare piatti elaborati della mia tradizione. Ma a loro va bene davvero tutto! A cucinare ho imparato da piccola, guardando mia mamma, bravissima cuoca. I miei genitori sono felici e tanto grati. Conoscevano da sempre il mio sogno: diventare un chirurgo. Il percorso è lungo, ma sono in cammino. Ai miei coetanei dico: abbandonatevi al sogno, la strada pian piano si illuminerà. Se sai il perché, troverai il come!». Anche Lyse-Theresia ha 26 anni. Viene dal Gabon. «Ho scoperto online un corso a numero aperto della facoltà di Farmacia a Pisa.

Così sono venuta a informarmi. Mi ha colpito tantissimo il profumo della terra bagnata. Mi ricordava tanto il mio Paese. Mi sono innamorata della città e ho scelto di studiare qui. Mio fratello e mia sorella erano già in Italia, studenti universitari. I miei genitori sono pensionati. La possibilità di pagare delle tasse proporzionate al reddito è una grande opportunità in Italia, rispetto ad altri paesi europei». Lyse-Theresia ha un’ottima padronanza della lingua italiana con annessa certificazione. «Mi piacerebbe contribuire a generare un sistema educativo che promuova una vita più sana, a servizio della società, a scapito della performance, della competizione. Fare della scuola un luogo di crescita e non di prestazione. Da bambina in Gabon ho frequentato scuole di eccellenza, riservate a studenti che hanno voti molto alti. In Italia, di fronte ai tanti suicidi di studenti universitari, mi sono resa conto che questa impostazione della scuola riguarda Paesi diversi e permea la cultura mondiale. Mi piacerebbe aprire gli occhi alle nuove generazioni».

A San Frediano esiste un’associazione che aiuta gli studenti stranieri, la “Sante Malatesta”. «Sono venuta qui a chiedere una mano per l’alloggio. Tra gli studenti ho incontrato suor Cinzia, della comunità delle suore apostoline che con i padri gesuiti accompagnano i giovani universitari. Sentendo la mia voce mi ha proposto di unirmi al coro. La messa degli universitari è alle 19 la domenica. Non avevo mai visto una liturgia così ben animata dai ragazzi. Sono stata accolta immediatamente, senza filtri e protocolli. San Frediano mi ha insegnato a vivere l’Università, non a subirla, fare esami e basta. La comunità che la abita, formata da giovani, suore e gesuiti, mi ha aiutato tanto nei momenti difficili». I gesuiti sono a Pisa dal 2014, chiamati dal Vescovo Mons. Paolo Benotto a guidare la cappella universitaria, e dal 2010 vi operano in sinergia anche le suore apostoline.

La laurea in Scienze erboristiche è in programma il prossimo febbraio. Poi un tirocinio post laurea, corsi di inglese e discernere fino in fondo la chiamata, «per realizzare il mio sogno, quello che mi appassiona nella vita. Ho visto tanti giovani fare benissimo l’Università e poi bloccarsi davanti al mondo del lavoro, perché privi di un progetto di vita. Voglio costruire una società meno competitiva e più solidale e comunitaria. L’esperienza di San Frediano mi ha confermato che questo mio desiderio profondo è possibile».

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