Giuseppe – Alla scoperta della bellezza della terra, della parola e della condivisione
Il campo biblico delle 100 pinne di Cagliari è stato per me un’esperienza nuova e a lungo attesa.
Siamo stati accolti come a casa nel “Pozzo di Sichar”, un centro di spiritualità ignaziana immerso in ampi spazi e a pochi minuti dal mare.
Sono stati giorni di vita comune, iniziati sempre con la condivisione della colazione e seguiti dalle lectio di Padre Michele e Padre Filippo. Questo tempo però, seppur passato in comunità, è stato perfettamente intervallato da momenti di meditazione e di dialogo con Dio accompagnati e ispirati dalle bellezze storiche e naturali della Sardegna.

Ci ha seguito per tutta la durata della settimana il libro di Giuditta con la sua carismatica figura. Lei nella sua storia ha guidato il popolo alla salvezza ma soprattutto ci ha insegnato l’importanza delle nostre azioni, del discernimento che ha portato ad esse, e della presenza del Signore nella nostra vita. Il suo rapporto con Dio, fatto di umiltà e rispetto, ci ha fatto notare come sia fondamentale agire con Lui e per Lui, ci ha insegnato che è giusto “agire come se tutto dipendesse da noi ma pregare come se tutto dipendesse da Lui”.
Bellissimo è stato anche condividere i frutti della propria preghiera personale e ascoltare quelli altrui. Persone diverse per età, vissuti, idee, e preoccupazioni, ognuna con le proprie qualità e i propri difetti, ma tutte accomunate dalla stessa Parola e dalle stesse guide.



Le 100 pinne sono state un momento vissuto alla scoperta della bellezza delle spiagge di Cagliari, della sua storia e della sua tradizione, accompagnato da momenti di comunione e di condivisione senza però rinunciare a quelli personali e di dialogo con Dio



Shahin – Una settimana alle 100 Pinne: un tempo per fermarsi, ascoltare e ripartire
Mi sono avvicinata all’esperienza delle 100 Pinne con un desiderio molto semplice: avevo bisogno di fermarmi. Dopo un anno intenso, ricco di impegni, responsabilità e preoccupazioni, sentivo il bisogno di concedermi un periodo di riposo. Non però un riposo passivo, fatto solo di staccare dalla routine, ma un riposo attivo: un tempo in cui poter meditare su alcune questioni che mi avevano accompagnata e, a tratti, affaticata durante l’anno. Cercavo un luogo in cui rallentare il ritmo, ascoltarmi, fare chiarezza e ritrovare un dialogo più profondo con il Signore. È stato proprio questo desiderio a portarmi alle 100 Pinne.
Ripensando oggi a quella settimana, posso dire che questa esperienza ha risposto pienamente a ciò che stavo cercando. Ho trovato un equilibrio raro tra momenti di svago e di riposo e momenti di riflessione, silenzio e preghiera. Tutto si alternava con naturalezza, permettendo di vivere ogni giornata con serenità e profondità.
Un ruolo fondamentale lo hanno avuto padre Michele e padre Filippo. Con grande semplicità e profondità ci hanno accompagnati lungo il cammino della settimana, guidandoci attraverso la storia di Giuditta. Non si è trattato semplicemente di approfondire un testo biblico, ma di lasciarsi interrogare da esso. Attraverso la figura di Giuditta siamo stati invitati a rileggere la nostra vita, le nostre paure, i nostri limiti, le nostre scelte e il nostro modo di relazionarci con Dio. Ogni meditazione offriva spunti concreti che aiutavano a guardare la propria esperienza con occhi nuovi, scoprendo come la Parola continui ancora oggi a parlare alla vita di ciascuno.



Le riflessioni proposte durante gli incontri trovavano poi il loro naturale completamento nell’ora di preghiera personale. È stato uno dei momenti che ho apprezzato maggiormente. Quel tempo di silenzio permetteva di interiorizzare quanto ascoltato e di trasformarlo in dialogo con il Signore. In una quotidianità spesso scandita da ritmi frenetici, riscoprire il valore del silenzio è stato un dono prezioso.
Molto significativi sono stati anche i momenti di condivisione. Ascoltare le esperienze degli altri è stato uno degli aspetti più belli dell’intera settimana. Ognuno portava la propria storia, le proprie fatiche, le proprie gioie e il proprio modo di vivere la fede. Eppure, pur nella diversità dei percorsi personali, era sorprendente ritrovarsi nelle parole degli altri. Più volte mi sono accorta che un’esperienza raccontata da qualcuno illuminava anche un aspetto della mia vita. La condivisione è stata una vera occasione di crescita reciproca, perché l’esperienza dell’altro diventava anche un po’ la propria.
Anche i momenti apparentemente lontani dalla preghiera hanno avuto un valore speciale. Il mare di Cagliari, con la sua acqua cristallina e limpida, è stato una cornice meravigliosa che invitava spontaneamente alla contemplazione. Le passeggiate, le nuotate, i pranzi condivisi e le lunghe chiacchierate hanno contribuito a creare un clima familiare e accogliente. Gli scambi di idee e le esperienze raccontate quasi per caso non sono stati un semplice contorno dell’esperienza, ma ne hanno fatto pienamente parte, creando legami sinceri e continuando il dialogo iniziato durante le meditazioni.
Ripensando oggi a quella settimana, mi accorgo che il dono più grande non è stato semplicemente quello di essermi riposata, ma di aver ritrovato uno spazio interiore che durante l’anno avevo trascurato. Le 100 Pinne mi hanno ricordato quanto sia importante concedersi del tempo per fermarsi, ascoltare e rileggere la propria vita alla luce della Parola.



Sono partita con il desiderio di prendermi una pausa. Sono tornata con una serenità nuova, con amicizie autentiche e con la consapevolezza che Dio continua a parlare attraverso la Sua Parola, le persone che ci mette accanto e la bellezza del creato.
Per questo porto nel cuore questa esperienza con profonda gratitudine. È stata molto più di una vacanza e molto più di un ritiro spirituale: è stato un tempo di incontro, con gli altri, con me stessa e con il Signore.


